Il Pentalfa, pentagramma o pentacolo è un simbolo esoterico presente anche nelle Chiese

Pentacle

Pentalfa

di Romina Malizia

Sempre più spesso ci imbattiamo nel simbolo del “Pentalfa, pentagramma, pentacolo” conosciuto maggiormente come “Stella a cinque punte“. E’ ovunque dall’abbigliamento, video musicali, film, cartoni animati, giocattoli, Chiese, pavimeti, piazze. Andando a questo link si possono osservare una parte degli edifici, in particolare Chiese, in cui sono presenti questi simboli esoterici dal significato satanico e massonico ( http://pentacolo-pentagramma.blogspot.it/p/monumenti.html ). In centinaia di esempi architettonici il pentacolo e il pentagramma appaiono quale forma decorativa su chiese, piazze e palazzi di ogni genere, uno su tutti: il Duomo di Milano. Il Duomo, con la sua storia pluricentenaria, sembra quasi aver ‘accettato’ di buon grado di convivere con simboli pagani e demoni scolpiti nel marmo. Difficile quindi stupirsi se si pensa che la sua stessa costruzione, secondo una leggenda, fu voluta dal diavolo in persona. Si narra infatti che il signore del male fosse comparso a Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano, in una fredda notte del 1386. Ritiratosi nella sua camera, il diavolo gli comparve ai piedi del letto con occhi infuocati ed alito di zolfo. Lo minacciò dicendogli di costruire una chiesa a suo nome e che fosse ricca di immagini sataniche e di figure di demoni. Se si fosse rifiutato, avrebbe preso la sua anima e l’avrebbe portata con sé all’inferno. Galeazzo non impiegò molto a decidersi e già pochi giorni dopo, prese accordi con l’arcivescovo Antonio da Saluzzo per cominciare la costruzione del Duomo. Tra varie statue veramente curiose e doccioni a fattezza demoniaca, sembra che si celi anche il volto scolpito dello stesso Gian Galeazzo Visconti, sulla guglia più antica della cattedrale, detta del Carelli. Invece la Meridiana presente all’interno del Duomo è stata costruita dagli astronomi di Brera nel 1780. La luce del sole che penetra dall’Oculus nella volta della prima campata della navata di destra, colpisce la linea d’ottone posta sulla pavimentazione del Duomo durante il solstizio d’estate (21 giugno) mentre raggiunge la meridiana che si rialza perpendicolarmente sulla parete opposta durante il solstizio d’inverno ( 21 dicembre). Sicuramente curioso il fatto che sulla meridiana di Milano siano stati indicati anche i segni zodiacali. Il più grande, quello che cade durante il solstizio d’inverno, è il Capricorno. Ben visibile sulla parete della navata di sinistra, è stato protagonista di molte teorie e di molte ipotesi. Alcuni associano il capricorno del Duomo alla volontà di unire il paganesimo al cristianesimo: il solstizio d’inverno, celebrato nei riti pagani, cade a pochi giorni dalla nascita di Cristo, celebrato dai riti cristiani. Inoltre il capricorno è mezzo capro (simbolo del ‘fuoco’) e mezzo pesce (simbolo dell’acqua). Il simbolo del fuoco è rappresentato anche come un triangolo mentre quello dell’acqua come un triangolo rovesciato. Uniti tra loro (come nei due animali che costituiscono il Capricorno), creano una stella a sei punte, la stella di David o sigillo di Salomone. Oltre ad essere usato in esoterismo, i vertici della stella rappresenterebbero i pianeti con al centro il sole e quindi Cristo. Altre teorie assocerebbero invece il capricorno rappresentato dal ‘caprone’, (Satana) od a Baphomet, un idolo cornuto che si pensa venisse utilizzato nei riti d’iniziazione dei cavalieri Templari. La presenza di un elemento templare può essere anche dovuto alla tesi che le immense cattedrali europee, per l’inaccessibile costo di realizzazione, siano state in realtà in gran parte sovvenzionate dai tesori dei templari ( Fonte: www.turismoinsolito.com/articoli/italia/LOMBARDIA/I-SEGRETI-DEL-DUOMO-DI-MILANO/ ).

Duomo di Milano - Meridiana - Capricorno

Duomo di Milano – Meridiana – Capricorno

Tornando alle origini del Pentalfa è un simbolo magico, generalmente iscritto in un cerchio (ma non è una regola fissa), che è presente in molte culture e luoghi; nella civiltà occidentale ha carattere soprattutto esoterico.Il pentacolo era al contrario ampiamente utilizzato come simbolo sacro nella pratica dei culti legati alla dea pagana Venere (il nome attribuito al pianeta Venere è Lucifero), incarnazione della forza, della bellezza e soprattutto della sessualità mistica. Il legame della figura con la dea Venere/Afrodite si deve al fatto che il pianeta a essa associato in epoca classica, Venere appunto, visto dalla Terra compie apparentemente un percorso a forma di pentagramma nel cielo. Il pentacolo è una rappresentazione del microcosmo e del macrocosmo, combina cioè in un unico segno tutta la mistica della creazione, ovvero tutto l’insieme di processi su cui si basa il cosmo. Le cinque punte del pentagramma interno simboleggiano i cinque elementi metafisici dell’acqua, dell’aria, del fuoco, della terra e dello spirito. Questi cinque elementi sintetizzano quelli che sono i gruppi in cui si organizzano tutte le forze elementali, spiritiche e divine dell’universo.  Antico simbolo esoterico che per gli Egizi raffigurava Horus, figlio di Iside e di Osiride, il Sole. Rappresentava la materia prima alchemica, sorgente inesauribile di vita, fuoco sacro. Il Pentalpha è un simbolo ideato da Pitagora, dopo che ebbe risolto il problema del segmento aureo, la parte del raggio di in cerchio corrispondente all’alto del decagono in esso inscritto. Il termine significa “cinque alfa”, ossia cinque principi. Ai quattro già convalidati da Empedocle (Aria, Acqua, Terra e Fuoco), Pitagora ne aggiunse un quinto ovvero lo spirito. Il Pentagramma era dunque il simbolo dei pitagorici, ed era tracciato con una circonlocuzione che significava un triplice triangolo intrecciato. Veniva usato nella loro corrispondenza a significare “sta bene”. Facendo riferimento al celebre Uomo Vitruviano di Leonardi Da Vinci appare evidente come il pentagramma possa essere la rappresentazione schematizzata di un corpo umano con braccia e gambe divaricate. Il cerchio che attornia il pentagramma sta poi a simboleggiare l’infinito. Con una punta rivolta verso l’alto è considerato simbolo attivo e benefico mentre, rovesciato, con due punte in alto, è considerato passivo e malefico utilizzato dai Satanisti.

Pentalfa capovolto satanico

Pentalfa capovolto satanico

Dove c’è il subdolo portatore della falsa luce, ci sono i simboli solari, primo tra i quali la stella a cinque punte, già utilizzata dagli antichi egizi per rappresentare con il nome di Horus il demone solare, figlio di Iside ed Osiride. La setta pitagorica, che convogliò il corpus della tradizione egizia all’interno della Magna Grecia, utilizzò questa stella come segno di riconoscimento poiché rappresentava: “il suo simbolo più importante” (D. Roman, Pitagorismo e Massoneria, in La lettera G, Edizioni Keystone, Torino 2008, n°8, p. 43). Infatti, all’interno della schola italica questo emblema è considerato come la rappresentazione: “dell’Armonia e della Fratellanza Pitagorica e della Palingenesi e perciò dell’Uomo che in vita tende ad elevarsi con la strada iniziatica, simboleggiata dai Pitagorici – e dalla Massoneria – con la Stella Fiammeggiante a 5 punte e dal Pentalfa”. Nel tardo Medioevo, in Germania: “questa particolarissima stella era detta Drudenfuss (piede di strega) e le si attribuivano misteriosi poteri diabolici”. In ambito iniziatico, non viene celato più di tanto il significato del pentalfa pitagorico, simbolo avverso alla Croce, sempre più invasivo, quanto meno contrastato. Il massone Jules Doiniel, nel libro, Lucifero smascherato, scrive che: “La Stella fiammeggiante è Lucifero stesso”(in Ephipanius, Massoneria e sette segrete, Editrice Ichthys, Albano Laziale, p. 184 e sgg.). Eliphas Levi, il prete apostata divenuto in seguito il divulgatore dell’occultismo nei tempi moderni, nel libro, Rituale dell’Alta Magia, afferma che la stella a cinque punte indica la presenza del demonio e della luce che egli irradia sulla massoneria. La stella fiammeggiante è anche definita nell’ambito esoterico assai significativamente come: “il pentagramma invertito o Sacro Numero solare del 666”. Secondo Guénon, al nome «lucifero» corrisponde la cifra 666, quindi Lucifero, demone solare, è rappresentato dalla stella fiammeggiante e dalla cifra dell’anticristo citata nell’ Apocalisse di Giovanni 13, 18. Spesso capita di fare con la mano il gesto detto delle “corna”. Ma non quelle scaramantiche, le due dita relative alla smorfia napoletana ed agli scongiuri. Bensì, quello fatto con tre dita: il pollice, l’indice ed il mignolo tesi, e con il medio e l’anulare contratti. Le tre dita tese rappresentano a nostro avviso le tre punte della stella rivolta verso l’alto, mentre le due dita contratte (medio e anulare), le due punte rivolte verso il basso. L’esorcista Don Gabriele Amorth asserisce con preoccupazione: “Anche in Vaticano ci sono membri di sétte sataniche. Ci sono preti, monsignori e anche cardinali (sic!). Lo so dalle persone che me l’hanno potuto riferire perché hanno avuto modo di saperlo direttamente. Ed è una cosa “confessata” più volte dal demonio stesso sotto obbedienza durante gli esorcismi …” (Padre Amorth intervistato da Marco Tosatti, Memorie di un esorcista, Piemme, Milano 2010, pp. 90-91). Già l’ Avvenire (26 giugno 1987, p. 7) metteva in risalto che persino il piazzale papalino antistante Montecitorio era stato: “impreziosito con una nutrita serie di “Stelle a cinque punte”, ossia il simbolo più importante e più universalmente noto della Massoneria”. Una iniziata alla loggia francese, “Diritto Umano”, ha infatti dichiarato che la massoneria: “ha dato all’Italia il suo tesoro più prezioso: il pentagramma sacro, ed ha voluto che la stella fiammeggiante fosse messa in mostra sull’uniforme dei soldati, indubbiamente perché la virtù magica del sangue, versato per la Patria, vitalizzasse l’augusto pentacolo”.

Le parti evidenziate finora sono particolarmente importanti, perché lasciano intendere l’attualità dell’uso del sangue nei rituali magici. Il sangue infatti non essendo di fatto comparabile a nessun altro organo del corpo, trasporta in sé il principio vitale dell’organismo stesso, una sorta di “qualità” superiore e sfuggente, che trascende il puro ambito fisico, per sconfinare nella dimensione spirituale e psichica. Il sangue costituirebbe una sorta di codice segreto nonché “collante” fra il corpo e l’anima, senza il quale lo spirito non potrebbe partecipare ed interagire con il mondo fisico. Proprio in base a questa credenza, il sangue umano veniva utilizzato quotidianamente nelle religiosità primitive per rafforzare gli spiriti celebrati. Gli aztechi credevano addirittura che il dio sole avesse bisogno di essere nutrito “ogni giorno con l’acqua preziosa, il sangue umano” (M. Bouisson, I riti della magia, Sugarco Edizioni, Gallarate 1994, p. 28). Si dice in proposito che in alcuni riti satanici, dopo aver disegnato all’interno di un cerchio, con polvere nera o rossa, la stella fiammeggiante, i partecipanti leggerebbero i nomi delle persone morte negli incidenti stradali durante la settimana, per consacrarle al demonio. “Come i cattolici  affidano le anime dei morenti a Dio, così noi (satanisti) affidavamo quelle anime a satana” (Michela, Fuggita da satana, Oro Piemme, Milano 2009, p. 108 e sgg.). Ivi, peraltro, leggiamo l’esistenza di un’altra aberrante pratica relativa al momento della nascita di una persona. Ossia, quella della consacrazione a satana dei neonati, praticata da operatori ospedalieri consenzienti, affiliati a sette dello stesso genere. Sigilli, talismani e simboli vari, venivano utilizzati dalla magia rinascimentale, quella di matrice egizia utilizzata da Giordano Bruno, per richiamare, in modo occulto, nella dimensione umana, l’azione di quegli: “ordini demoni e spiriti, le gerarchie dei quali si possono contemplare nelle intersezioni dei cerchi” (F. A. Yates, Giordano Bruno e la tradizione ermetica, Ed. Laterza, 1995, p. 350). (Fonte: www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/2346/129/lang,it/ )

logge

Nella miriade di simboli che fronteggiano il massone da quando entra in Loggia, ve n’è uno che spicca e che ha il predominio su tutti gli altri: è il simbolo della “Stella a cinque punte“, “Il Simbolo massonico” per eccellenza! Il dizionario dei simboli massonici lo fa assurgere a “simbolo massonico” per antonomasia. Difatti, questa “Stella“, si trova sui fazzoletti massonici, sui tappeti e sui quadri di Loggia, sugli schizzi e sulle rappresentazioni della Loggia; la si vede scolpita sui monumenti, incisa sui gioielli e medaglioni massonici; essa compare sui ritratti degli iniziati, sulle rappresentazioni allegoriche massoniche; compare sugli emblemi del 2°,3°,4°, 9°,12° e 24° grado del Rito Scozzese della Massoneria; essa spicca sui “grembiuli” massonici dell’”Apprendista” e del “Maestro“; viene collocata nel punto centrale della “collana” che portano i Grandi Maestri; ma il suo posto più elevato è alla sommità del Palazzo della Grande Loggia d’Inghilterra (la Freemason’s Hall), situata nella via: “Great Queen Street’s di Londra“! L’uomo all’interno della Stella a cinque punte, certe volte, è associato ai 7 simboli dei corpi celesti; il Wirth, nel suo libro “I Tarocchi”, ci chiarisce che l’amalgama di questi 7 simboli formano un monogramma che “si collega al diavolo“! La Stella a cinque punte brilla sulla fronte del “dio” della Massoneria; il “Baphomet“. Alphonse Louis Constant definisce il Baphomet: “Il Becco del Sabbah“, e cioè il Demonio. Poi, afferma: “Diciamo arditamente e altamente che tutti gli iniziati alle scienze occulte hanno adorato e adoreranno sempre ciò che è significativo da questo simbolo”. Padre Rosario F. Esposito scrive che il Baphomet “era portato in processione durante il rito di iniziazione del grado 29° (Grande Scozzese di Sant’Andrea in Scozia) ed è oggetto di pseudo-adorazione in numerose iniziazioni femminili”. Le cerimonie che si celebravano un tempo, in suo onore, erano le medesime di carattere fallico, celebrate in onore del “Bue Api“Il Baphomet, dunque, sarebbe il dio della morale immonda! Non solo. La Stella a cinque punte, dunque, sarebbe il simbolo di questa “lurida morale”. E’ il massone Gorel Porciatti che lo dice: “La Stella se rovesciata…diventa il simbolo dell’animalità degli istinti immondi; in essa, così rovesciata, si può inscrivere la testa di un Becco (la testa del Baphomet)”.Il Massone Jules Doinel, fondatore e vescovo della “Chiesa Gnostica”, nel suo libro “Lucifero smascherato”, è ancora più esplicito: “La Stella fiammeggiante è Lucifero stesso”; e aggiunge che, a ciascuna delle punte della Stella, corrisponde uno dei cinque sensi dell’uomo. Il massone Alphonse Louis Constant, nel suo libro: “Rituale dell’Alta Magia”, a questo proposito, scrive: “Quella stella indica la presenza di Satana e della luce che egli irradia sulla Massoneria”. L’insegnamento totale dei 33 gradi del Rito Scozzese della Massoneria è contenuto in questa sola frase: “L’Uomo è, a se stesso Dio, Pontefice e Re: egli è simile all’Altissimo!Ora, questa auto-dininizzazione dell’uomo costituisce la prima “triplice verità” della Massoneria: il “PRIMO TRIANGOLO”. La seconda “triplice verità” è l’auto-divinizzazione della Framassoneria: il “SECONDO TRIANGOLO”. La terza “triplice verità” è l’auto-divinizzazione dei Capi della Frammassoneria: il “TERZO TRIANGOLO”. Ecco il segreto più profondo e gelosamente custodito dai vertici della Massoneria! Ciò che rimane da sottolineare è che questa “verità senza veli”, e cioè l’auto-divinizzazione dell’Umanità, della Framassoneria e del Battaglione che la comanda, costituiscono le tre “triplici verità” che, rappresentate da tre triangoli “aurei”, tra loro intrecciati, compongono la Stella a cinque punte. Il culto di Lucifero, così manifesto nelle “istituzioni segrete” o nei documenti più riservati della Massoneria, viene, però, presentato, pubblicamente, quasi sempre sotto forma, più presentabile, di “religione dell’uomo” o “religione dell’umanità” (Fonte: http://www.disinformazione.it/pentalfa.htm )


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