Mafia e Massoneria infiltrate nello Stato

mafia e massoneria infiltrate nello statodi Romina Malizia

Ormai dovremmo essere abituati ad ogni sorta di notizia e nulla dovrebbe meravigliarci. La presenza della mafia e della massoneria all’interno dello Stato è stata semplicemente confermata, le persone intelligenti avevano sospettato questa situazione da anni. Soltanto le persone mediocri e superficiali non si rendono conto dello stato in cui versa l’Italia. Purtroppo a causa di questa mediocrità, che si sottomette al potere assoggettandosi come un agnello che si autoimmola, il nostro paese è allo sbando volto verso il baratro. Ogni politica adottata finora è stata mirata all’autodistruzione tra invasioni di immigrati, tassazioni elevate alle aziende, italiani ridotti alla povertà ed abbandonati, obbligo vaccinale. La mafia e la massoneria sono ai vertici dello Stato da tanti anni, sono tra i politici, nei tribunali, tra le forze dell’ordine ed il comparto militare. Se veramente vogliamo sperare che la nostra Italia possa riprendersi dobbiamo assumerci la responsabilità del voto e fare la scelta giusta. Il nostro paese dovrebbe essere buttato giù del tutto e ricostruito da capo. Certo leggere il Movimento 5 Stelle che parla di Massoneria mi fa sorridere pensando che dietro questo movimento c’è Casaleggio legato alla massoneria.

Nuti: “Relazione shock: mafia e massoneria infiltrate nello Stato”

“È questa la durissima conclusione di Riccardo Nuti, deputato del Movimento 5 Stelle e membro della commissione Antimafia: “Dai dossier emerge qualcosa di impressionante”

Cosa Nostra siciliana e la ‘ndrangheta calabrese da tempo immemorabile e costantemente fino ai nostri giorni nutrono e coltivano un accentuato interesse nei confronti della massoneria”. Lo scrive la Commissione Antimafia nella relazione della presidente Rosy Bindi. ”Da parte delle associazioni massoniche si è registrata una sorta di arrendevolezza nei confronti della mafia – si legge -. Sono i casi, certamente i più ricorrenti, in cui si riscontra una forma di mera tolleranza che si rivelano i più preoccupanti”. Da qui la durissima conclusione di Riccardo Nuti, deputato M5s e membro della stessa commissione: “Il lavoro di indagine che abbiamo svolto in commissione Antimafia e che ha portato alla relazione su ‘Mafia e massoneria’ ha fatto emergere qualcosa di impressionante: non solo si può, ma si deve parlare di mafia e massoneria di Stato, contro cui bisogna agire immediatamente”.

“Dal dossier – continua Nutiemerge che dal 1990 a fine 2016 tra gli affiliati alle logge massoniche di Sicilia e Calabria ci sono stati ben 193 soggetti con precedenti penali per fatti di mafia. Ma il vero dramma è che negli elenchi ci sono persone iscritte che sono dentro i tribunali, dentro le forze dell’ordine, dentro il comparto militare. E parliamo solo di Sicilia e Calabria, figuriamoci nel resto d’Italia”. “C’è un particolare poi che non deve assolutamente sfuggire e che è indicatore inquietante della questione: dei 193 iscritti, la gran parte sono persone con alle spalle sentenze archiviate o assoluzioni. Di due l’una: o le varie procure hanno preso un mega abbaglio con questi soggetti, oppure, cosa ben più grave, la massoneria è riuscita ad indirizzare le sentenze di alcuni giudici”.

“Ora tutti cercheranno di nascondere queste conclusioni sotto il tappeto – sottolinea ancora Nutitroppo scomode a fine legislatura e con la campagna elettorale alle porte. In un Paese normale ci dovremmo fermare tutti e dire: ora, ci occupiamo solo di questo, con norme chiare che obbligano queste associazioni ad avere elenchi pubblici, consegnati in prefettura; bisogna poter controllare chi c’è lì dentro: questa gente non può aver nulla a che fare con l’amministrazione pubblica”. Nuti conclude: “Lancio un appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: intervenga lui, esattamente come fece a suo tempo Sandro Pertini che sciolse Limbadi senza ancora una legge per lo scioglimento per mafia dei comuni. Intervenga con coraggio, in qualità di garante dello Stato e della Costituzione, per cacciare immediatamente gli iscritti alla massoneria dagli uffici pubblici.

(fonte: http://www.palermotoday.it/cronaca/nuti-mafia-massoneria-sicilia-infiltrate-stato.html)

Bindi: “Tra gli iscritti alla massoneria in Sicilia anche mafiosi condannati al 416 bis”

Il presidente della Commissione parlamentare Antimafia svela i primi risultati dell’indagine avviata nei mesi scorsi sui rapporti tra Cosa nostra e le logge massoniche

“Tra gli iscritti nelle logge massoniche della Calabria e della Sicilia ci sono alcuni condannati per associazione mafiosa”: lo ha detto Rosy Bindi svelando i primi risultati dell’indagine avviata dalla Commissione parlamentare Antimafia. Bindi, presidente della Commissione, ha anticipato in esclusiva a Presadiretta i primi risultati del lavoro della commissione sui rapporti mafia e massoneria nella puntata “I Mammasantissima”, in onda stasera alle 21.15 su Rai3.

“Non siamo ancora alle conclusioni definitive, ma – ha spiegato Bindi – i primi risultati del nostro lavoro dimostrano che tra i nominativi degli iscritti alle logge massoniche della Calabria e della Sicilia, ci sono alcuni condannati per 416 bis, quindi per associazione mafiosa, e un numero considerevole di situazioni giudiziarie in itinere, imputati, rinviati a giudizio, sia di reati di mafia che di quelli che comunemente chiamiamo i reati spia di comportamenti mafiosi o comunque di collusione con la mafia”. E sulla presenza di mafiosi-massoni all’interno di logge ufficiali, delle obbedienze ufficiali, la presidente risponde così: “Assolutamente sì. Noi stiamo parlando di logge regolari”.

“Noi – puntualizza Bindinon stiamo facendo un’inchiesta sulla massoneria, stiamo facendo un’inchiesta sui mafiosi massoni. Per noi è molto importante questa inchiesta soprattutto perché si parla di una sorta di nuova organizzazione delle mafie che vede insieme pezzi delle mafie, pezzi della massoneria, dello Stato, delle classi dirigenti del nostro Paese. Alla richiesta della Commissione parlamentare di avere la lista degli iscritti alle logge calabresi e siciliane, nessuna obbedienza ufficiale aveva consegnato i nomi alla scadenza dell’8 febbraio scorso. E l’Antimafia era intervenuta a inizio marzo con gli uomini del Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (Scico) della Guardia di finanza sequestrando le liste degli affiliati di Calabria e Sicilia delle quattro principali associazioni massoniche italiane: Il Grande Oriente d’Italia, la Gran Loggia Regolare, la Serenissima Gran Loggia d’Italia e la Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori.

(fonte: http://www.palermotoday.it/cronaca/mafia/rosy-bindi-mafiosi-41-bis-massoneria.html)

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