Satanismo in Piemonte, sacrifici umani a Monza

satanismo in piemonte sacrifici umani a monza di Romina Malizia

Purtroppo esistono tanti suicidi-omicidi privi di colpevoli da accusare, nonostante siano passati diversi anni le indagini sembrano partire sempre da zero o svelare nuove piste. Il Satanismo è un fenomeno malato della nostra società perversa, troppo spesso si generalizza e non si riesce a categorizzare il caso specifico. A volte i giovani come dementi seguono una moda oppure sono degli esaltati che non comprendono fino in fondo la gravità della situazione, vengono coinvolti, spinti, trascinati, agiscono per ribellione oppure vengono arruolati dalle sette sataniche ed agiscono consapevolmente. Ma in qualunque caso non devono essere giustificati per gli atti commessi data la loro consapevolezza, ad ogni azione corrisponde una reazione e conseguenza. Le sette sataniche agiscono come serial killer ed una volta trovata la preda non gli permettono di fuggire perchè se così fosse…..verrebbe uccisa. Anche nei casi delle Bestie di Satana la morte dei ragazzi è stata fatta passare per suicidio quando in realtà erano omicidi ben architettati. Prendiamo il caso di Doriano Molla, trovato morto nel 2000 in un bosco a Cavaria con Premezzo, impiccato ad un albero, passato per suicidio nonostante molti indizi portavano sulla pista dell’omicidio. La madre, Flaviana Cassetta, conosciuta come “mamma coraggio” ha gridato senza sosta chiedendo giustizia con la volontà di far riaprire il caso ed indagare contro le Bestie di Satana. Invece anche lei è morta, per “combinazione” è stata trovata nel febbraio 2012 impiccata nella sua casa….stesso modo in cui venne trovato morto il figlio 12 anni prima. Ed ecco altre notizie relative a sacrifici umani avvenuti a Monza ed i suicidi di Saluzzo legati al Satanismo. Bisogna stare sempre molto attenti e combattere questa piaga della società, chiamata Satanismo.

Satanismo – Il procuratore Pizzi: “Un testimone mi disse: a Monza sacrifici umani”

di Davide Milosa e Ferruccio Sansa da il Fatto quotidiano

http://www.infonodo.org/node/37020

Ho passato anni indagando sul satanismo in Piemonte e in Lombardia e sono convinto di una cosa: ci sono state vittime, ragazzi scomparsi per colpa delle sette. Molti più di quanto non si creda. É un fenomeno drammaticamente sottovalutato”. Antonio Pizzi oggi è procuratore generale di Bari, ma anni fa è stato protagonista dell’inchiesta sulleBestie di Satana. Uno dei pochissimi magistrati capaci di capire davvero l’ambiente del satanismo. E di arrivare a condanne per omicidio. Un lavoro di anni con criminologi e i migliori esperti dei carabinieri.

Procuratore, con i suoi uomini è riuscito a fare chiarezza sull’omicidio di almeno tre ragazzi. Ha sgominato una setta assassina. Eppure ha sempre sostenuto che molto altro resta da scoprire… 

Dopo aver lavorato a Busto Arsizio, dopo che eravamo arrivati alla condanna delle Bestie di Satana, mi sono trasferito a Monza. Qui abbiamo fatto di tutto per fare chiarezza sulla storia di un ragazzo, Christian Frigerio, scomparso da casa sua. Improvvisamente, senza ragione. Dopo una lunga indagine avevamo scoperto che anche lui era entrato in contatto con alcuni membri delle Bestie. Eravamo, credo, a un passo dalla soluzione del caso. Ma alla fine la sorte del povero Frigerio è rimasta avvolta nel buio…

C’era un testimone, una ragazza. Che cosa vi ha raccontato?

Lo ricordo come ora. Fece un racconto impressionante, da far gelare il sangue nelle vene. Disse: “Ci sono stati sacrifici umani. Una ragazza, forse una straniera dell’Est, è stata uccisa durante un rito satanico.

Non è possibile che si fosse inventata tutto? 

Non siamo dei pazzi. Avevamo proceduto con la massima cautela. Ma la nostra testimone aveva fatto un racconto dettagliatissimo. Lo ha ripetuto più volte, senza mai contraddirsi. Senza la minima sbavatura. Difficile, davvero difficile, che si fosse inventata tutto. E aveva fornito anche delle indicazioni sui luoghi.

Dove si sarebbero svolti i sacrifici umani?

In una chiesa sconsacrata alle porte di Monza. Noi ci siamo andati, abbiamo scavato. Abbiamo compiuto tutti i possibili rilievi, ma non abbiamo trovato niente. Del resto era passato tempo, troppo tempo.

Potrebbero esserci altre vittime, quindi. Del resto già indagando sulle Bestie di Satana vi eravate imbattuti in una decina di casi sospetti: morti accidentali, suicidi e scomparse… 

Sì, tutto intorno a Somma Lombardo e a Legnano, le zone frequentate dai satanisti. Ragazzi che si erano incontrati, si conoscevano. Vede, trovare i responsabili degli omicidi è stato molto duro. Ma ancora più difficile è stato ricostruire che le sette hanno costretto alcuni giovani a suicidarsi. Il reato di istigazione al suicidio è molto complesso da provare. Ma noi, sono convinto, ci siamo riusciti. Ci sono stati dei poveri ragazzi che sono stati torturati psicologicamente, minacciati. Messi di fronte all’alternativa: o ti ammazzi o lo facciamo noi.

É possibile tracciare un identikit dei capi di una setta satanica?

Possibile, ma difficile. Io stesso sono rimasto sconvolto dalla mia esperienza. C’era Andrea Volpe, uno dei membri delle Bestie, che al momento dell’arresto era sconvolto, con i capelli lunghi, vestito di nero. Quando me lo sono ritrovato davanti in carcere sembrava un ragazzo normalissimo, uno di quelli che escono ogni sera con i tuoi figli.

Come fare per difendersi, per proteggere i propri figli? 

Bisogna fare attenzione ai piccoli segni. Ai vestiti neri, alla comparsa di simboli sui diari, sui quaderni, nei libri. O nei poster in camera da letto. Ma soprattutto bisogna ascoltare i propri figli, cercare di parlare con loro. E non bisogna condannarli, farli sentire in colpa. Devono sapere di essere capiti e protetti dalla famiglia.

A chi conviene rivolgersi? 

Credo che occorre sempre aver fiducia nelle forze dell’ordine. Vorrei dare un consiglio dai ragazzi e uno ai grandi. Ai giovani direi: sappiate che si può sempre uscire da una setta. Sempre. I genitori invece non devono mai sottovalutare questi problemi, magari liquidandoli come superstizioni.

satanismo in piemonte sacrifici umani a monza

Piemonte, 5 ragazzi suicidi in 7 anni. Pm indagano sull’ombra delle sette sataniche

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/29/piemonte-5-ragazzi-suicidi-in-sette-anni-pm-indagano-sullombra-delle-sette-sataniche/608837/

Cinque casi che ruotano attorno a un liceo di Saluzzo, nel cuneese, uniti da una sola ipotesi investigativa: il satanismo. Gli insegnanti hanno diverse informazioni ma non denunciano. E un prete-esorcista della zona avverte che “quelli” sono peggio della mafia. Ti cercano, ti trovano, ti uccidono.

 Cinque ragazzi suicidi tra il 2004 e il 2011. Cinque casi che ruotano attorno a un liceo di Saluzzo. A unirli una sola ipotesi investigativa: il satanismo che corre sotto traccia in quel triangolo di Piemonte a nord di Cuneo. Questo il quadro. Ecco i fatti. Un sms inviato a un compagno di classe, uno zaino di scuola, un diario, un libro. E ancora il disagio dell’adolescenza, la passione per il rock estremo, metallo pesante lanciato oltre il limite. La storia inizia così. E subito si trasforma in sospetto, ombra nera, paura, indizio. L’idea spacca il cuore. Eppure quel libro dentro allo zaino c’è, si vede, si tocca. Niente incubi. Solo realtà. “Qui troverai la verità e la fantasia. L’una è necessaria all’altra. Quello che vedrete potrà anche non piacervi. Qui finalmente troverete un pensiero satanico”. Ultime righe del prologo alla Bibbia di Satana di Anton Szandor Lavey. Organista per le strade di San Francisco, nel 1966 fonda la Chiesa di Satana. Diventa il “papa nero”. E lo resta fino al giorno della sua morte. Infarto nel 1997.

Ma che ci fa un libro del genere nello zaino di scuola di Carlo (nome di fantasia) studente di un liceo di Saluzzo, provincia di Cuneo? Domande per spiegare un sospetto. Dati oggettivi per costruire una prova. Proseguiamo. “Ordine eseguito, bestemmiato in San Pietro”, firmato Carlo. Messaggio per un amico e compagno di classe. Chi riceve l’sms forse sorride. I genitori che leggono non sanno cosa credere. E poi ci sono le figure nel diario di Carlo, all’inizio solo abbozzate, quindi sempre più precise, consapevoli, esperte. Quelle croci pagane che per essere disegnate richiedono studio, conoscenze. Arriveranno accessi d’ira e sintomi fisici: il controllo dell’urina e del sonno. Il ragazzo presenta tutte le caratteristiche del “reclutato” al satanismo. Tanto basta. Un esposto arriva in Procura. Poche pagine. E un fatto inquietante: la professoressa, che insegna religione nella classe di Carlo, ha chiesto ai suoi alunni di fare una ricerca, scegliendo tra quattro temi: il satanismo, la zoofilia e le parafilie in genere, le dipendenze. La conferma arriva dalla stessa insegnante.

I dirigenti sanno, ma non intervengono. Il procuratore Maria Cristina Bianconi inizia a indagare. Siamo nella primavera del 2012. Da subito, l’istituto frequentato da Carlo diventa il caposaldo attorno al quale far girare le indagini. Si va oltre. Sotto osservazione ci sono alcuni ragazzi di una precisa sezione. Sono cinque, forse sei. Tra loro anche Carlo. La denuncia, così, fissa un punto. Da qui si torna indietro. Il nastro si riavvolge fino al 7 dicembre 2004. Giorno di Sant’Ambrogio. Pomeriggio. Il corpo di Paola V. viene ritrovato ai piedi di un pilone dell’acquedotto di Savigliano. Era scomparsa il 2 dicembre. Aveva 18 anni. Classificazione: suicidio. Paola aveva frequentato lo stesso istituto di Carlo. Dopo di lei, altri quattro ragazzi suicidi, i cui nomi, a oggi, stanno scritti sulla copertina di fascicoli vuoti. L’ultimo caso il 30 aprile 2011. Muore Kim M. La trovano impiccata dietro casa. Non era ancora maggiorenne. Anche lei, grazie alla conoscenza con una professoressa, aveva rapporti diretti con l’istituto di Saluzzo. A questo punto l’ipotesi d’accusa è chiara: istigazione al suicidio. Sul tavolo della Procura ci sono 5 morti e un sospetto di satanismo che corre tra i comuni della Provincia Granda.

L’inchiesta, però, pedala in salita. L’argomento è delicato. Chi sa non parla. L’ambiente, del resto, non aiuta. Il Saluzzese è zona molto ricca con una forte connotazione cattolica. Negli anni, qui, sono nate decine di associazioni per il recupero di ragazzi disagiati. Tra Barge, Bagnasco e Bagnolo Piemonte ci sono preti esorcisti e monasteri cistercensi, ordine che diede accoglienza ai Poveri Cavalieri di Cristo, meglio conosciuti come Templari. Saluzzo, poi, è sede vescovile oggi diretta dal vescovo Giuseppe Guerrini. Tra i poteri della diocesi c’è la nomina dei professori di religione. E che l’alto prelato conosca l’insegnante di religione è cosa certa. Il 17 maggio, infatti, Guerrini ha assistito, nel carcere di Saluzzo, alla presentazione del libro della prof. Naturalmente, la conoscenza non implica che il vescovo sappia delle singolari ricerche che la signora richiede ai suoi alunni. Scuola e Chiesa. E cala il silenzio. É il caso di un altro professore dello stesso istituto che sarà destinatario delle confidenze (probabilmente attraverso una lettera) di Paola V. La ragazza racconta dei suoi rapporti con il satanismo. L’insegnante ne parla con i colleghi. La voce gira. E siamo ancora nel 2004. Sentito dal magistrato, però, lo stesso professore non ricorda. Dice qualcosa di più una studentessa. Conferma che della morte di Paola se ne è discusso a lungo al bar. E nessuno ha mai fatto mistero dei collegamenti con il pensiero satanico.

Svelano molto i disegni della ragazza: donne sollevate da terra e avvolte in lunghi drappi scuri. Chi conosce la materia non ha dubbi: quelli sono altari per il tributo a Satana. Subito dopo il ritrovamento del suo cadavere, la mamma racconta: “Paola era ossessionata dall’idea della morte”. Il padre, invece, vuole capire: “Tra il 2 e il 7 dicembre Paola cos’ha fatto, dove è stata e con chi?”. Di quella morte si trovano tracce anche su internet. Già il 2 dicembre (data della scomparsa), sul forum igz.it  , tale Ethernial rivela che quel giorno la ragazza indossava una gonna nera e scarpe da ginnastica bianche. Un anno dopo, sempre sullo stesso forum, qualcuno la ricorda. Si scopre che Paola si faceva chiamare Vampire. Di lei si dice che “credeva fortemente in Dio e allo stesso tempo lo odiava con tutto il cuore” . In questa storia, poi, Facebook gioca un ruolo decisivo. Foto, amici, informazioni personali, discussioni, rivelano molto. Il compagno di classe di Carlo che riceve l’sms da San Pietro, e che in Rete si fa chiamare Burzum (come una rock band norvegese che negli anni Novanta bruciò diverse chiese), conferma di aver partecipato a riti satanici e di aver conosciuto importanti satanisti del Saluzzese. Tra gli amici del suo profilo, oltre a Carlo,c’è l’ex fidanzato di Paola, che era con lei poche ore prima della scomparsa, e altri ragazzi. Studenti ed ex alunni dello stesso istituto. Tutti, sentiti dal magistrato, confermeranno di avere interesse per il satanismo.

Sospetti, indizi, suggestioni. Si controlla tutto, perché il più piccolo particolare può servire. Il 30 aprile 2011, muore Kim M. Impiccata davanti a una fabbrica dismessa. Di mattina. Poco prima era in casa con cinque amiche. All’improvviso scappa e si uccide. Chi indaga intuisce. Eppure è difficile tradurre queste istantanee in un profilo penale. Ci si prova, ma tutto rimane imprigionato nello stesso cupo silenzio che spesso corre per le valli e le montagne che dominano Saluzzo. Il silenzio degli insegnanti, ad esempio, che non denunciano. Tanto da rischiare un’incriminazione per omissione di atti d’ufficio, visto che sono pubblici ufficiali. A nulla servono gli allarmi rivolti a chi la chiesa la rappresenta. Un prete-esorcista della zona per caso inciampa in questa storia. Una madre va da lui. Racconta qualcosa. Di una professoressa e delle strane ricerche. Di una ragazza posseduta dal maligno. Ma nulla di più. Lo incontriamo davanti alla chiesa di un piccolo paese piazzato dentro a una vallata. La provinciale qui corre verso la Liguria. Poche case scrostate, nessuno per strada. Dice che l’unico consiglio possibile, in questi casi, è rivolgersi alle forze dell’ordine. Ci confida che “quelli” sono peggio della mafia, ti cercano, ti trovano, ti uccidono. E ancora: un monaco del monastero cistercense di Pra d’Mill sopra Bagnolo Piemonte conferma una preoccupante diffusione di fenomeni a sfondo satanico. Del tema dice di non essere un esperto. Da lui, però, è andata la madre di uno dei cinque ragazzi suicidi.

Così nove anni dopo il primo suicidio, nulla pare essere cambiato. E nonostante questo, molto è successo. Qualcuno, poi, ci ha anche provato a spezzare questo muro di gomma. Lo ha fatto davanti ai magistrati. Ha tentato nella scuola, portando in classe una suora salutata da alcuni con bestemmie e insulti. Quello stesso giorno, era Pasqua, ha rischiato di morire per un infarto. Suggestioni, paure, indizi. Un’unica certezza: a Saluzzo c’è un grave problema di satanismo. E non è detto che la magistratura possa mettere la parola fine a questa storia. Nonostante gli interrogatori, le intercettazioni degli indagati. E nonostante le conferme.

di Davide Milosa e Ferruccio Sansa

da Il Fatto Quotidiano del lunedì – 27 maggio 2013

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